Quando l’intelligenza è emotiva

“Ho fatto un patto, sai
con le mie emozioni,
le lascio vivere e loro non mi fanno fuori”

Manifesto futurista della nuova umanità, Vasco Rossi

Caro buon Vasco, suvvia, le emozioni non vogliono farti fuori, loro ti vogliono bene!

La scorsa volta ho parlato delle emozioni (se non hai letto il post, clicca qui), oggi vediamo come usarle.

Alcuni orientamenti psicologici pensavano che fossero distrattori della razionalità, Sheldon Cooper sarebbe d’accordissimo con questa vecchia tendenza (se non hai mai visto The Big Bang Theory corri a recuperare!).

Insomma, si pensava che la razionalità ci rendesse capaci di tante cose, ma l’emozione rovinasse tutto.

Poi un giorno, ci si è interrogati su cosa realmente facessero e a quel punto si è capito che forse potevano essere utili nella vita!

Nasce così l’intelligenza emotiva, ovvero un costrutto secondo il quale riconoscere e gestire le emozioni fa campare cent’anni.

Difatti, se è vero che il loro è uno scopo nobile (la nostra sopravvivenza), c’è da dire che quando sono disregolate possono creare veri e propri danni (no, non parlo della macchina che ti ha rigato l’ex in preda alla gelosia, mi riferisco più a gastriti, colon irritabile e qualsiasi altra patologia legata anche allo stress malgestito).

In tal senso quello che possiamo fare è lavorare sulla nostra intelligenza emotiva, sviluppandola o potenziandola.
Noi psicologici facciamo una cosa interessantissima che si chiama alfabetizzazione emotiva, ovvero lavoriamo sul riconoscimento di ogni emozione considerando tre aspetti fondamentali:

percezionecomprensionegestione.

Photo by Alysha Rosly on Unsplash

Percezione.
La parte corporea delle emozione, che può essere simile in alcune: posso avere il cuore a mille sia per la gioia che per la paura, posso avere un blocco allo stomaco sia per la paura e per la tristezza
C’è anche da dire che può essere soggettiva: c’è chi con l’ansia ha mal di stomaco, chi mal di pancia, chi ha mal di testa.

Comprensione.
Si passa dal corpo alla mente.
Ho mal di stomaco: appurato che non è legato alla peperonata di ieri sera, cosa sta succedendo in questo preciso momento nella mia vita? Che pensieri ho fatto o sto facendo in questa giornata che potrebbero aver scatenato il mal di stomaco?
Sono arrabbiato/agitato/spaventato per quale motivo?

Gestione.
Ogni emozione può essere gestita in modo diverso e c’è da dire anche che più persone possono usare differenti tecniche per gestire la stessa: c’è chi si trova bene con le tecniche di rilassamento, chi usa risorse più fisiche ad esempio la ginnastica, c’è chi ha bisogno di contattare un amico e parlare del problema o di altro, c’è chi scrive, ecc. ecc.

Il punto è che ci sono sempre risorse che si possono usare: bisogna sperimentare e trovare le proprie.

Insomma, se non vuoi che queste benedette emozioni rendano la tua vita un incubo, puoi decidere di imparare a ri-conoscerle e maneggiarle con cura, e non lasciarle semplicemente “vivere” (alla Vasco, per intenderci).

https://www.instagram.com/psicologa_nives_antonelli/

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