Quando l’amore ti dice chi sei

(Teoria dell’Attaccamento, John Bowlby)

I neonati sono molto più svegli di quanto si possa pensare: sanno già che il loro obiettivo è la sopravvivenza, quindi strillano se hanno fame e strillano ancora più forte se pensano di stare da soli.

Nei primi mesi di vita, si “attaccano” (letteralmente e figurativamente) alla persona con cui passano più tempo, questa prende il nome di “figura di attaccamento” (che in seguito indicherò con “fda”, perché gli acronimi sono di tendenza) o “caregiver“.
Solitamente l’fda è la mamma, ma non necessariamente.

Questo rapporto diventa fondamentale per far capire al bambino quanto possa far affidamento sulle persone intorno a lui:

  1. Bimbo sicuro. Se io piango fda corre da me: “Mamma mia quanto sono importante e quanto sono al sicuro! Devo essere proprio tanto amato!”
  2. Bimbo evitante. Se io piango fda non mi si fila: “mi sa’ che devo cavarmela da solo. Allora, come si apriva ‘sto pannolino?!”
  3. Bimbo ambivalente. Se io piango fda a volte viene e a volte no: “non ho ben capito questa che intenzioni ha, nel dubbio piango più forte”.

    C’è anche un quarto stile di attaccamento, che però a differenza degli altri, non è ben strutturato, difatti si definisce disorganizzato.
    E’ legato a situazioni critiche, lutti non elaborati, depressione, situazioni molto delicate e complesse e per questo non lo tratteremo in questa sede.

Ora, una precisazione fondamentale affinché le mamme (i papà, i nonni o gli zii) leggendo questo post non inizino a farsi elucubrazioni mentali temendo di aver traumatizzato i loro bimbi:

non basta arrabbiarsi una volta, non correre da lui dieci volte o aspettare di asciugare l’ultimo piatto per prenderlo in braccio affinché il bambino ci etichetti in un modo o nell’altro: l’attaccamento si struttura nel primo anno di vita, quindi è la tendenza generale la cosa importante, non che tu impazzisca a scapicollarti sempre da lui!

Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

Al di là di tutto ciò, l’fda è sempre l’fda (aggiornando un sempreverde “la mamma è sempre la mamma”), quindi, qualsiasi cosa si faccia con il proprio figlio, si fa perché si pensa al suo bene, dunque:

– mamme (o fda) di tutto il web, non siete stat* cattiv*, avete amato tantissimo nel modo che consideravate il più giusto;

– figli di tutto il web, siete degni di amore sempre e comunque.

Ma tutte queste cose, che c’entrano con il presente di ciascuno di noi?

Iniziate a rifletterci, nel prossimo post faremo un bel salto temporale: passeremo dall’era dei pannolini a quella delle relazioni adulte!

https://www.instagram.com/psicologa_nives_antonelli/

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